Home    I 10 castelli del Lazio da scoprire: tra la bellezza architettonica e i misteri di antiche casate

I bambini sulla sabbia si divertono a costruire castelli, quelli che imparano a conoscere dalle favole. Gli adolescenti sognano in grande e fanno “castelli in aria” sperando di realizzare i loro desideri. Gli adulti cercano di rendere la loro casa come il più bel castello di tutto il reame, perché è rifugio e dimora.

Il fascino del castello ci accompagna tutta la vita, sarà per questo che spesso c’è un legame sottile tra l’uomo e queste spettacolari fortezze che hanno fatto la storia del nostro paese e hanno lasciato tracce indelebili. Nel Lazio ce ne sono diversi, alcuni davvero molto noti per la loro importanza storica e artistica, altri forse meno conosciuti ma che racchiudono segreti e leggende incredibili. Sono un patrimonio di inestimabile valore.

I castelli sono tipici del Medioevo, sono edifici fortificati inizialmente costruiti per ospitare i soldati e quindi come residenza militare. Sorgono infatti spesso in luoghi strategici, in posizione centrale ed elevata per potersi difendere meglio e avere una visuale su tutta la vallata circostante. Nel corso dei secoli i castelli sono diventati poi residenze signorili per famiglie nobili e sono stati ristrutturati per essere dimore di lusso.

I 10 castelli dal Lazio da scoprire

In provincia di Viterbo

Rocca Monaldeschi della Cervara a Bolsena

Bolsena, borgo che sorge sull’omonimo lago, è dominata dalla Rocca Monaldeschi della Cervara, che ha una pianta quadrata e ha quattro torri. Il castello fu eretto dagli Orvietani tra il XIII e il XIV secolo, ha subito diversi rimaneggiamenti e l’aspetto attuale è dovuto proprio all’opera dei Monaldeschi. Ha il suo interno c’è il museo territoriale del lago con diversi reperti.

Rocca Monaldeschi della Cervara a Bolsena

Castello Baglioni Santacroce a Graffignano

Forse della Tuscia è il maniero meno noto di tutti. Eppure il Castello Baglioni Santacroce di Graffignano, che prende il nome dalle due casate che lo abitarono, è una testimonianza importante in un territorio che ha un passato etrusco-romano. Si trova in una posizione strategica tra Viterbo e l’Umbria, è a pianta rettangolare, ha un fossato esterno, una torre cilindrica di 20 metri, una cappella privata, poi al piano nobile ci sono un salone e una sala da pranzo. 

Castello Baglioni Santacroce a Graffignano

In provincia di Frosinone

Castello Longhi De Paolis a Fumone

Eretto tra il IX e il X secolo fu la prigione di Celestino V e il luogo della sua morte. Il castello di Fumone è il più alto d’Europa, si trova a circa 800 metri di altezza, ed è conosciuto come la terrazza della Ciociaria. Ha una spettacolare vista su un vasto territorio: da qui un tempo era possibile vedere la cupola di San Pietro da una parte e il Vesuvio dall’altra. Nei secoli respinse gli assedi di Federico Barbarossa ed Enrico VI, fu teatro di crudeltà e orrori. Nel 1584 fu venduto alla famiglia dei marchesi Longhi De Paolis, che ancora oggi lo conservano e custodiscono. Nel giardino pensile ci sono alberi secolari che una leggenda vuole siano la trasformazione di vecchi amanti. Una leggenda narra che toccata la pietra sommitale degli 800 metri porti fortuna. 

Castello di Fumone

Castello Ducale a Monte San Giovanni Campano

In origine era di proprietà dei Conti d’Aquino ed è famoso, oltre che per la sua maestosità, anche per essere stato luogo della prigionia di San Tommaso d’Aquino. Le prigioni del castello Ducale di Monte San Giovanni Campagno sono oggi visitabili e una di questa è stata trasformata anche in cappella. La sua fondazione risale al 1110 e ebbe un ruolo strategico importante nella difesa dello stato pontificio in questa zona del Lazio. Il castello ha una torre quadrata e una pentagonale, e sotto la torre c’è anche un battistero. Adiacente al maniero c’è il palazzo ducale.

Castello Ducale a Monte San Giovanni Campano

In provincia di Roma

Castello Massimo di Arsoli

Il Castello Massimo di Arsoli sorge nella parte più alta di questo borgo, che un tempo era sotto il dominio degli Equi e poi dell’impero di Roma. Dal 1574 il dominio dei Massimo portò forti rimaneggiamenti al paese e al castello. Il salone venne decorato con affreschi settecenteschi di Benefial e la struttura subì un’influenza del neogotico tedesco. Il castello ha una struttura articolata, è uno dei più grandi della regione e può contare su un giardino pensile, un giardino all’italiana, una cappella gentilizia e una sala del trono.

Castello Massimo di Arsoli

Castello Orsini Odescalchi a Bracciano

Avvolto da piante rampicanti, il Castello Orsini Odescalchi si trova sul lago di Bracciano. Fu edificato nel XV secolo dalla famiglia Orsini sui resti di una rocca medievale. Gli Odescalchi subentrarono agli Orsini, il loro potere era in ascesa quando Innocenzo XI (Benedetto Odescalchi) fu eletto papa. Il castello ha splendidi affreschi, mobili d’epoca, ed è tra le più eleganti dimore italiane. Ha sei torri imponenti, un’armeria e un granaio. Una delle sue sale ha ospitato Papa Sisto IV. Nella sala del trittico e in quella dei Cesari ci sono opere di Antoniazzo Romano.

Castelllo di Bracciano, interno

In provincia di Rieti

Castello Baronale a Collalto Sabino

Uno dei più bei manieri della Sabina si trova a Collalto Sabino, che divenne feudo nel 1350. Il Castello Baronale sorge sulla sommità del borgo in tutta la sua eleganza e maestosità. La costruzione fu voluta dalla famiglia Mareri, successori dei Collalto. Il borgo ha subito nei secoli varie dominazioni e signorie. Il castello ha uno stile sei-settecentesco, una grande torre centrale a forma quadrata, mura irregolari e due torri più piccole. Il palazzo baronale è adiacente a una fortezza, tanto da formare un unicum architettonico. 

Castello Baronale a Collalto Sabino

Castello Sforza Cesarini di Rocca Sinibalda

È una delle fortezze più grandi e affascinanti del Lazio, ma anche una delle più misteriose. Poco, infatti, si sa della storia di questo castello, fatto costruire intorno al 1080 e il cui nome deriva da Sinibaldo, conte e rettore della Sabina.  Diversi passaggi di proprietà ed episodi drammatici, che accaddero tra le sue mura (dilapidazioni, incendi e abbandoni), non permettono una ricostruzione storica lineare. Di particolare impatto il Cannocchiale, una prospettiva che mostra una serie di sale consecutive e che termina sulla terrazza. Gli affreschi rinascimentali e le Grottesche sono ispirate alle Metamorfosi di Ovidio.

Castello Sforza Cesarini di Rocca Sinibalda

In provincia di Latina

Castello di Itri 

È una maestosa fortezza che sorge sulla collina di Sant’Angelo. Voluta dal duca di Gaeta, Docibile I, che fece costruire una torre pentagonale e una cinta merlata. La struttura fu ampliata prima con un’altra torre a base quadrata, e poi nei secoli successivi anche con un torrione cilindrico e un cammino di ronda. Danneggiato durante la seconda guerra mondiale, il castello di Itri è stato ristrutturato, ha degli interni caratteristici e una cappella privata dei Caetani. Una leggenda vuole che si sentano lamenti di fantasmi e vedano dei mantelli fluttuare nell’aria. Inoltre il torrione cilindrico è detto “Torre del coccodrillo”, perché sembra che ci fosse dell’acqua e un enorme rettile, a cui venivano dati in pasto i condannati a morte.

Castello di Itri

Castello Caetani a Sermoneta

È uno dei meglio conservati manieri del Lazio e anche d’Italia. Sorge nel borgo di Sermoneta, e la sua costruzione risale al XIII secolo quando la santa sede affidò ai baroni Annibaldi le città di Sermoneta e Bassiano. Splendida la vista dall’alto nelle giornate più limpide: si possono ammirare il promontorio del Circeo e le isole ponziane. Il castello ha un torre alta 42 metri detta maschio e una più piccola detta maschietto.  Al suo interno c’era la chiesa di San Pietro in Corte. Il maniero passò ai Caetani nel 1297, e loro fecero affrescare alcune stanze (Camere Pinte) e crearono la splendida sala dei Baroni. Il castello finì in mano ai Borgia nel 1500, per poi tornare di nuovo ai Caetani. In questo castello – secondo una leggenda – si aggira lo spirito di un bambino, che potrebbe essere il principino ritratto in un quadro posto nella sala del Cardinale.

Castello Caetani a Sermoneta

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