Home    Gibilterra fra storia e modernità

«Lo stretto di Gibilterra è forse di tutti gli stretti quello che separa più nettamente due paesi più diversi, e questa diversità appare anche maggiore andando a Tangeri da Gibilterra. Qui ferve ancora la vita affrettata, rumorosa e splendida delle città europee; e un viaggiatore di qualunque parte d’Europa sente l’aria della sua patria nella comunanza d’una infinità d’aspetti e di consuetudini». Queste le celebri parole di Edmondo De Amicis su Gibilterra, lembo continentale estremo della penisola spagnola a due passi dall’Africa ma dipendente dal Regno Unito.

Dal punto di vista amministrativo, Gibilterra è sotto la sovranità del Regno Unito. Fa parte dei territori speciali degli stati membri appartenenti all’Unione Europea e dipende in maniera diretta dalla Regina del Regno Unito, rappresentata in loco da un governatore reggente. La legislazione è indipendente dal Regno Unito (eccetto gli affari internazionali) e per quanto concerne la tassazione è esente dal pagamento dell’Iva.

Il 24 giugno 2016, a seguito del referendum sulla Brexit, il ministro degli Esteri spagnolo ha dichiarato l’intenzione del governo spagnolo di chiedere la co-sovranità sul territorio perché il 95% degli abitanti di Gibilterra si era espresso a favore della permanenza nell’Unione Europea. Fabian Picardo, primo ministro di Gibilterra, ha però frenato le ambizioni spagnole dicendo che «Gibilterra non sarà mai spagnola, neanche in parte».

Un lembo di terra conteso da sempre

Fin dall’antichità, l’attuale territorio di Gibilterra è stato un luogo conteso. Il nome Gibilterra deriva dall’arabo Gebel Tariq (la montagna di Tariq) e fa riferimento al governatore islamico di Tangeri, Tarik-ibn-Zeyad, che nel 711 sbarcò sulle coste spagnole con un esercito che di lì a poco avrebbe conquistato tutta la Spagna. Fino al XVIII secolo fu teatro di numerosi scontri fra cristiani e arabi, poi venne invasa dall’Inghilterra durante la guerra di successione spagnola. Per circa due secoli, gli spagnoli tentarono di riconquistarla. Nel 1969 i suoi abitanti votarono a favore della sovranità britannica.

Oggi questo territorio di 6 chilometri quadrati è abitato da 27 mila persone di tutte le nazionalità (italiani, spagnoli, britannici e marocchini) e vi si respira un’aria decisamente cosmopolita.

Per accedere al territorio di Gibilterra, occorre esibire un documento di identità e varcare il confine della Linea della Concepciòn, ultimo paese della Spagna. Se arrivate con l’automobile o con l’aereo, potrete subito scoprire una delle “attrazioni” principali del territorio: l’aeroporto, considerato fra i cinque aeroporti più pericolosi al mondo.

Costruito nel 1939, è diventato civile dal 1987 ma a causa delle ridotte dimensioni del territorio, è stato necessario utilizzare una parte di strada transitata dai cittadini e dai normali motoveicoli. Ad ogni partenza o atterraggio, la Winston Churchill Avenue viene chiusa su entrambi i lati.

Il luogo di riferimento è la Rocca, un promontorio calcareo che risale al periodo Giurassico: all’interno si trovano circa 100 caverne che nel corso degli anni sono diventate una meta imprescindibile per turisti e appassionati. Fra queste spicca la St Michael’s Cove, una imponente caverna di età neolitica che oggi ospita sfilate di moda, concerti e opere teatrali.

La Rocca di Gibilterra è il punto di riferimento del territorio britannico

Il punto più alto della Rocca è 426 metri sopra il livello del mare

Per raggiungere la Rocca, bisogna prendere la funivia che in soli 6 minuti porta sulla cima. La vista è mozzafiato: si vede lo stretto, la baia occupata dal porto di Algeciras e se la giornata è particolarmente nitida si riescono a vedere anche le coste del Marocco.

Da qui inoltre è possibile visitare l’Upper Rock Nature Riserve. Il consiglio è quello di scendere dalla Rocca a piedi, perché oltre a godere del paesaggio c’è la possibilità di entrare in contatto con le bertucce di Gibilterra, l’unica popolazione di scimmie selvatiche presenti sul territorio europeo. Gli esemplari rimasti sono circa 200.

Una volta scesi dalla Rocca, una tappa obbligatoria è il Gibraltar Museum: uno spazio eterogeneo che ospita due bagni moreschi, una sezione geologica e manifatti antichi che ripercorrono la dominazione militare inglese.

Gibilterra è famosa per essere anche la patria dello shopping perché non è soggetta a tassazione o monopolio di stato: la differenza con i prezzi dell’Unione Europea è notevole e gran parte del turismo di Gibilterra è legato proprio a questo.

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