Il nuovo identikit di chi compra casa: giovani e coppie spiccano il volo senza l’aiuto dei genitori

Sta cambiando l’identikit delle persone che acquistano la prima casa. E grazie agli incentivi sui mutui riservati agli under 36, l’età media continuerà ad abbassarsi sempre di più. Una tendenza in atto già da alcuni anni, perché i dati del 2015 riportavano le compravendite prima dei 45 anni al 62%, ma con un forte aiuto dei genitori. Ora le banche puntano sui giovani, grazi ai tassi che toccano i minimi storici e alla possibilità di finanziamenti fino al 100%. In questo modo giovani e coppie riescono a coronare il sogno di acquistare una casa anche senza l’intervento di mamma e papà o di terze persone e senza anticipi cospicui. La domanda di finanziamenti degli under 36 è salita al 34% nei primi sei mesi del 2021 (rispetto al 2020 una crescita del 12,3%), ma entro la fine dell’anno toccherà probabilmente il 40%.

La pandemia ha cambiato le preferenze nell’acquisto della casa

Finora l’insicurezza economica e occupazionale dei giovani aveva posto grandi difficoltà a realizzare l’acquisto della prima casa, ma anche ad avere una certa indipendenza dalla famiglia di origine. Grazie agli incentivi e ai mutui che il governo e le banche stanno offrendo, si sta verificando una nuova tendenza, che spinge invece gli under 36 a compiere il grande passo per cominciare a realizzarsi.

La tendenza per chi è in smart working è di cercare una casa fuori dal centro delle grandi città. Si preferiscono i quartieri più periferici, che hanno prezzi sia per acquisto che per affitto, più a portata di mano. Si trovano case di nuova costruzione, ecosostenibili e con domotica (il sogno dei giovani inquilini) e soprattutto circondate da verde e lontane dal caos. Bilocali e trilocali sono i più gettonati, soprattutto se a cercare casa è una coppia, ma anche i single puntano ad appartamenti sopra i 50 mq, tutti possibilmente con uno spazio esterno, giardino o balcone.

Compravendite: più italiani, meno stranieri

Dal 2020 ad oggi, secondo i dati raccolti da alcune agenzie immobiliari, sono soprattutto i cittadini italiani ad acquistare casa. La ricerca, che ha coinvolto soprattutto le grandi città come Milano e Roma, evidenzia un’altra tendenza portata dalla pandemia. Sono, infatti, diminuiti gli acquisti di case e appartamenti degli stranieri. Se nel 2018 la percentuale toccava l’11% in due anni si è arrivati all’8%, perdendo due punti nel solo capoluogo lombardo. Ma la situazione non è diversa a Roma che dal 6,7% del primo semestre del 2019 ha toccato quota 5,5% di fine 2020.

Quindi chi sta acquistando casa a Roma e Milano è già residente o domiciliato in città, o al massimo arriva dalle province limitrofe, anche se gli spostamenti da fuori regione per motivi di studio o lavoro sono sempre molto consistenti. A Milano oggi si compra casa per uso investimento (oltre il 30%) o come prima abitazione (circa il 67%); a Roma invece gli acquisti per la prima casa sfiorano il 97%, gli investimenti si fermano al 3% (nel 2019 toccavano quota 16%). Anche in questo caso ha inciso la pandemia.