Home    Montecarlo, il playground delle archistar

Quando si parla di architettura moderna, non si può non parlare del Principato di Monaco, un vero proprio unicum nel panorama architettonico mondiale. In una superficie poco superiore ai due chilometri quadrati, vivono infatti quasi 40 mila abitanti.

La famiglia Grimaldi e Monaco, un legame che dura da otto secoli

La Rocca che sovrasta il porto, costruita durante il periodo Neolitico, fu un rifugio sicuro per le popolazioni primitive e in seguito fu abitata dalla tribù dei Liguri. Successivamente l’area fu colonizzata dai Romani come testimonia il Thropheum Alpium fatto erigere da Augusto a due passi dall’attuale Monaco, nel comune francese di La Turbie.

Le notizie durante l’Alto Medioevo sono frammentarie e per avere informazioni certe bisogna arrivare fino al 1215: a guardia dello scalo portuale, i mercanti ghibellini della vicina repubblica di Genova costruirono abitazioni accanto alla Rocca. Questo scatenò le ire della fazione guelfa, che attraverso un escamotage riuscì a imporre la propria supremazia.

Il guelfo Francesco Grimaldi si introdusse all’interno della Rocca travestito da monaco e con l’ausilio del cugino Ranieri I, signore di Cannes, assunse il titolo di Signore dando inizio alla storia della dinastia tuttora al vertice del piccolo stato. Era l’8 gennaio 1297. La nuova signoria fu osteggiata soprattutto dall’aristocrazia genovese che tentò di prenderne il controllo. Il re di Francia Carlo VIII, nel 1489, riconobbe l’autorità del territorio e garantì una protezione militare. Dal 1612, i Grimaldi ottennero il titolo di principi e il territorio monegasco divenne, a tutti gli effetti, un Principato.

Il territorio del Principato inizialmente comprendeva anche i comuni di Mentone e Roccabruna (che adesso appartengono alla Francia) ma dal 20 marzo 1848, anno in cui i due comuni si posero sotto la protezione di Re d’Italia Carlo Alberto, il perimetro del Principato venne ridimensionato e assunse le odierne linee di confine. Sotto il regno di Carlo III, il principato divenne una delle mete turistiche più apprezzate: egli promosse la costruzione del Gran Theatre e del famoso Casinò, che in breve tempo riuscì a raggiungere un giro d’affari di tale portata da indurre Carlo all’abolizione di tutte le tasse dirette. Attorno al Casinò nacque il quartiere circostante che in sua gloria, venne chiamato Montecarlo.

La trasformazione più radicale del Principato si deve al principe Ranieri III, che salì al trono nel 1949 e continuò il progetto di Carlo: l’obiettivo era conferire a Monaco un prestigio a livello mondiale e il suo matrimonio con l’attrice Grace Kelly contribuì a richiamare nel Principato celebrità internazionali. La prima conseguenza fu una richiesta esorbitante di immobili: il principe Ranieri progettò un ampliamento dell’area di Larvotto è costruì il quartiere di Fontvieille sottraendo terra al mare: la superficie aumentò del 40 per cento e su questo nuovo territorio fu costruita una zona industriale, un secondo porto e lo stadio polifunzionale Louis II.

Il quartiere Fontvieille è stato costruito a partire dagli anni Settanta

Nel quartiere Fontvieille vivono quasi 4 mila persone, il 10% della popolazione monegasca

A partire dagli anni Settanta, il Principato di Monaco divenne un cantiere a cielo aperto e i più famosi architetti di tutto il mondo, in linea con lo spirito della famiglia Grimaldi, progettarono edifici a più piani che rispondevano a tre parametri principali: lusso, eleganza e sregolatezza. La planimetria urbana è complessa e variegata e la necessità imperante di spazi edificabili ha portato alla realizzazione di infrastrutture ricettive di lusso e a continui ampliamenti delle zone più vicine al mare, che adesso sono in grado di ospitare anche le più grandi navi da crociera. Nel 2015 è stata inaugurata la Torre Odèon, il grattacielo più alto del principato.

Attualmente, il Principato è diviso in dieci quartieri ed entro il 2025 verrà creato l’undicesimo, Le Portier, con un progetto che porta la firma dell’architetto genovese Renzo Piano. All’altezza della spiaggia del Larvotto, praticamente l’unica del Principato, verrà costruito un polo residenziale di lusso di sei ettari a vocazione green che prevede l’ampliamento del Grimaldi Forum e la costruzione di maxi ville immerse in una macchia mediterranea artificiosa ma estremamente affascinante. Una promenade sul mare assicurerà l’accesso a tutti i pedoni.

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